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Noisiamofuturo. Gli studenti si raccontano nel primo Festival dei giovani

di Maria Piera Ceci

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  • GR24 "Questa iniziativa vuole essere una sorta di città del futuro"

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Tre giorni per parlare di scuola, di lavoro, di legalità. Ma per parlare soprattutto di loro. Si terrà dal 14 al 16 aprile a Gaeta, in provincia di Latina, la prima edizione del Festival dei Giovani. Migliaia di studenti delle scuole superiori si incontreranno per partecipare a convegni, workshop e per confrontare le diverse esperienze sul territorio. Settanta le iniziative previste in calendario, con temi che vanno dall'impresa all'impegno sociale e al volontariato, dall'integrazione allo sport. Grande spazio verrà dedicato all'alternanza scuola-lavoro, al debutto in questo anno scolastico in applicazione della riforma della buonascuola.

"Questa iniziativa vuole essere una sorta di città del futuro, dove i giovani diventeranno i portatori di nuove conoscenze e di un diverso modo di raccontare se stessi, in un mondo che cambia" - spiega il Coordinatore scientifico del Festival Luciano Monti, docente LUISS di Politiche europee. L'ateneo romano è infatti uno degli artefici della tre giorni, insieme a Strategica Community S.r.l., al Comune di Gaeta e al main sponsor Intesa Sanpaolo.

"Il Festival dei giovani nasce da una richiesta che arriva dai giovani stessi" - racconta Fulvia Guazzone, di Strategica Community e ideatrice del festival. "Sta nascendo in Italia una community di giovani che si chiama 'Noisiamofuturo', che ha realizzato un docu-film attraverso contributi spontanei dei ragazzi (ormai sono diecimila). Ad un certo punto ci hanno detto: 'Noi abbiamo delle idee, abbiamo voglia di esprimerle, di far sapere che ci siamo e che abbiamo voglia di cambiare un po' le cose'. Noi abbiamo risposto organizzando uno spazio per poterlo fare. Da questo incontro è nato il Festival dei giovani, in cui i ragazzi si confronteranno fra di loro e con il mondo adulto ed elaboreranno delle proposte che abbiamo l'ambizione di consegnare ai referenti istituzionali a nome dei ragazzi".

Il Festival sarà anche l'occasione per gli studenti per raccontare cosa pensano, come sono davvero e cosa vorrebbero fare, al di là dei luoghi comuni di cui sono spesso vittime.

"I giovani rilevano uno scollamento fra il loro mondo, il loro modo di vedere le cose e il sistema, inteso come sistema scolastico e sistema Paese" - spiega ancora Fulvia Guazzone. "Spesso si sentono attribuire delle definizioni, delle accuse in cui non si riconoscono, come un certo distacco, una certa indifferenza. Loro ritengono che manchino strumenti di comunicazione fra la loro generazione e quella dei loro padri, generazioni che stanno diventando diversissime fra loro, grazie anche al progresso tecnologico".

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